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Santa Agrippina

 

Il nucleo originario, allora sacro oratorio privato, risale al 263 d. C., mentre la basilica fu eretta per volontà della matrona menenina Santa Eupresia nel 312.
Diverse volte danneggiata lungo il corso dei secoli, sia a causa di eventi naturali che per mano dell’uomo, è stata sempre ricostruita. Particolarmente grave per i suoi effetti fu il sisma del 1693 che risparmiò soltanto il primo ordine architettonico della facciata e la parte absidale. Nell’attuale chiesa, di chiaro impianto settecentesco, con pianta a croce greca e a tre navate, separate tra loro da sedici colonne, di cui otto abbinate, e da quattro pilastri che sostengono la cupola al centro, sono tuttora visibili le tre absidi semicircolari di minuti conci calcarei appartenenti all’antico tempio trecentesco. L’esterno della chiesa presenta una facciata di pregevole fattura.
Nel primo ordine a scomparto unico, tutto rivestito con pietra intagliata e levigata, si nota un portale classico, formato da quattro grosse colonne, scanalate fino a metà con alti plinti alle basi e capitelli dorici in alto, che sostengono la massiccia architrave e il timpano a triangolo aperto sporgenti.
Sopra l’architrave domina una finestra dalle severe linee architettoniche che si slancia in alto fino alla trabeazione.
Il secondo ordine, all’epoca della ricostruzione, rimase incompleto, come si può chiaramente evincere dalle paraste laterali e dagli stipiti della finestra a loggetta rimaste mozze e dalla muratura a secco priva di copertura in pietra intagliata e levigata, e monca della relativa trabeazione di chiusura.
All’interno si possono apprezzare i magnifici stucchi, attribuibili al Serpotta o quanto meno alla sua scuola, e gli affreschi di Sebastiano Monaco raffiguranti scene della vita di Santa Agrippina e le virtù cardinali.
Parecchie le opere d’arte conservate: il coro presbiterale ligneo, il presepio con statue lignee del ‘700 di raffinata esecuzione, nell’altare del transetto di destra, mentre nel transetto di sinistra è il sarcofago marmoreo di Angela De Guerrieri, con figura di cavaliere orante sul coperchio e rilievo con arpie sulla fronte, (opera tardo cinquecentesca), il portale della cappella di S. Agrippina, la statua in legno policromo della santa, del 1518, opera di V. Archifel, e il fercolo a tempietto, su quattro colonne esagonali con archi trilobati e cupola a padiglione, tutto rivestito in lamina di argento sbalzata, pregevole opera arcaicizzante del XVII secolo.
Particolarmente interessante la cripta sottostante, nella quale si possono intuire le diverse stratificazioni della costruzione e ammirare un affresco bizantineggiante, anche se molto danneggiato. [Mineo - Culture millenarie.]

Ente organizzatore       COMUNE DI MINEO          |         e con il patrocinio          REGIONE SICILIANA    |          DIOCESI DI CALTAGIRONE     |          MUSEO DIOCESANO DI CALTAGIRONE